La vita e le esplorazioni di Captain Cook: una panoramica generale
L’infanzia e l’inizio della carriera
James Cook, meglio noto con il soprannome “Captain Cook”, nacque a Marton, nell’Inghilterra settentrionale, nel 1728. Figlio di un agricoltore, fin da giovane mostrò un grande interesse per la navigazione e l’esplorazione marittima. A 13 anni entrò come apprendista su una nave mercantile, dove iniziò a imparare i fondamenti della navigazione e dell’arte del mare.
La carriera navale
Cook iniziò la sua carriera ufficiale nella Royal Navy nel 1755, durante il conflitto con https://captain-cooks.it/ la Francia. Partecipò a diverse battaglie contro le flotte francesi e si distinse per la sua abilità come pilota e comandante di bordo. Nel 1768, al comando della nave “Endeavour”, partì in missione per mappare il territorio australe e cercare l’esistenza di una terra ipotetica chiamata Terra Australis.
Le esplorazioni australiane
Durante la sua prima spedizione, Cook cartografò le coste della Nuova Britannia (oggi Papua-Nuova Guinea) e visitò l’isola di Tasmania. Raggiunse anche il continente antartico e scoprì che esso era infatti un grande ghiaccio, non una terra solidissima come si pensava in quel tempo.
Nel 1770, tornato con la “Resolution” e la “Discovery”, esplorò le coste della Nuova Galles del Sud (ora Australia) ed entrò nel Golfo di Botany. Dopo essere stato ricevuto da un gruppo locale di abitanti del luogo che si rivelarono amichevoli, egli decise di proseguire la sua missione fino a raggiungere il capo le più orientali dell’Australia.
La seconda e terza spedizione
Dopo la prima esplorazione della costa australiana, Cook fu nominato comandante della “Resolution” per una seconda spedizione nel 1772. La missione di questo viaggio era scoprire un ipotetico continente meridionale che alcuni geografi ritenevano si trovasse vicino al polo Sud.
Cook raggiunse i 71° sud e navigò intorno alle isole Falkland, nel Mare del Labrador e lungo le coste della Nuova Scozia. Tornato a Londra senza aver trovato alcuna traccia di un continente meridionale, la seconda spedizione fu definitivamente chiusa.
Nel 1776, Cook partì per una terza e ultima spedizione in cerca del passaggio a nordovest, che avrebbe portato gli europei verso l’oceano Pacifico attraverso il Canada. Queste esplorazioni ebbero successo ma portarono anche alla scoperta di un paio di fiumi importanti per la navigazione e quindi aumentarono le conoscenze sulla regione.
L’incidente finale a Kealakekua
Nel 1779, Cook sbarcò in Nuova Zelanda con l’intento di rifornire il suo equipaggio ma vi incontrò i nativi Maori che non gradivano la presenza degli stranieri. Mentre stava cercando di far capire ai nativi il bene intenzionato della sua venuta, Cook fu ucciso e un po’ azzoppito per l’imperizia dei suoi sostenitori.
La fine delle esplorazioni
Cook era la prima persona europea morto nel viaggio che doveva cambiare l’alba del nuovo secolo. Suor Marie, una giovane francese dell’ordine delle Ursoline si recò al luogo della sua sepoltura per un saluto ai suoi resti. Durante il funerale gli fu data la massima considerazione.
La fine di Cook e i membri del suo equipaggio avvenne in maniera straziata, senza che la morte dell’ometto fosse l’unica vittima della spedizione. Infatti alla sua partenza a Kealakekua il comandante Cook fu ucciso nel giorno dopo un massacro degli inglesi e dei loro sostenitori.
La nave “Discovery” fu inviata in Oceania per segnalare la morte di Cook alle autorità del luogo mentre i membri della spedizione rimasti sulle navi che partirono verso Europa furono tra l’altro a subire una serie di brutti incidenti, con solo alcuni dei circa 500 marinai e soldati di rincorse.
Le conseguenze
La scoperta dell’Oceania da parte degli inglesi diede impulso alle colonizzazioni in Australia. Durante i secoli successivi moltissimi paesi occidentali scoprirono nuove terre, tra le quali il continente africano e gli Stati Uniti d’America.
La sua vita è anche ricordata con onore in gran parte degli atolli tropicali dove si recò per cercare la scoperta di un passaggio a nordovest. La città di Kealakekua, Hawaii (luogo del suo assassinio) porta il nome dal capitano Cook nel 1917.
La posta del “Captain Cook”
Il termine “captain cook” fu usato per indicare coloro che parteciparono a queste spedizioni con lui e quelli di altri viaggiatori europei. La sua famosa nave, il Endeavour è stata la prima nave britannica ad avere il nome capitano Cook e fu anche la prima nave ufficiale in Oceania.
Eredità culturale
La scoperta dell’Oceania da parte degli inglesi diede impulso alle colonizzazioni in Australia. Durante i secoli successivi moltissimi paesi occidentali scoprirono nuove terre, tra le quali il continente africano e gli Stati Uniti d’America.
La sua vita è anche ricordata con onore in gran parte degli atolli tropicali dove si recò per cercare la scoperta di un passaggio a nordovest. La città di Kealakekua, Hawaii (luogo del suo assassinio) porta il nome dal capitano Cook nel 1917.
L’eredità culturale di James Cook è vasta e complessa, influenzando notevolmente la storia dell’Europa continentale e delle Americhe.